State cercando qualcosa di diverso da fare nei weekend di primavera? Se abitate in Lombardia e/o se vi piacciono i giardini fioriti e le dimore storiche, le ville del FAI (Fondo Ambiente Italiano) possono essere ciò che fa per voi. La primavera è infatti la stagione perfetta per andare alla scoperta delle diverse ville che il patrimonio culturale della Lombardia ci offre. Noi abbiamo visitato Villa Necchi Campiglio a Milano, Villa Panza e Villa Della Porta Bozzolo a Varese e Villa del Balbianello a Lenno, sul lago di Como.

Tutte queste ville sono adesso di proprietà del FAI, visitabili dietro pagamento di una quota o, in caso di soci FAI, gratuitamente. Noi consigliamo di diventare soci, dal momento che il costo dell’iscrizione è piuttosto basso rispetto alla spesa per ogni singolo luogo da visitare. Ad esempio, il prezzo della tessera di coppia è di 60 euro e vale 12 mesi, permettendo di accedere gratuitamente a tutti i luoghi del FAI, nonché di poter godere di alcuni vantaggi durante le giornate del FAI, come il saltafila. E’ possibile iscriversi in qualsiasi luogo FAI o anche online e ricevere la tessera direttamente a casa e/o online.

Tornando alle ville, di seguito trovate tutte le informazioni per organizzare la vostra visita e le nostre impressioni su ciascuna dimora. Buona lettura e diteci cosa ne pensate nei commenti!

Villa Necchi Campiglio

Di Villa Necchi abbiamo già parlato in un altro articolo [I 10 luoghi nascosti (e poco conosciuti) di Milano (parte 1)] perché è uno dei nostri luoghi preferiti e poco conosciuti di Milano. Giusto per fare una sintesi, Villa Necchi si trova nel cosiddetto Quadrilatero del Silenzio, nella zona di Palestro, uno dei quartieri tra i più centrali ma contemporaneamente tra i più rilassanti e, come dice il nome, silenziosi di Milano. E’ stata la prima Villa del FAI che abbiamo visitato e ciò che ci ha colpiti di più sono stati i comfort degli interni, molto moderni per l’epoca e del tutto inaspettati (come gli ascensori, i montavivande e i citofoni interni), e il magnifico giardino esterno con la piscina, che è stata la prima piscina privata e riscaldata di Milano.

Villa Necchi è un gioiellino della nostra amata città, un’attrazione per i turisti ma anche per la gente del luogo che, soprattutto nella bella stagione, si raduna attorno alla piscina a chiacchierare e passeggia nel parco alla ricerca di refrigerio. Questa antica dimora ospita spesso eventi e manifestazioni, quindi vi consigliamo di tenere sempre monitorato il sito del FAI per non farvi scappare interessanti iniziative.

Un aneddoto su Villa Necchi Campiglio

La maggior parte delle opere d’arte presenti nella villa sono provenienti dalla collezione di Claudia Gian Ferrari, nota gallerista e collezionista d’arte contemporanea. La Gian Ferrari ha deciso di donare parte della sua collezione al FAI affinché le sue opere potessero essere fruite dal grande pubblico. L’unica condizione alla base di questa donazione? Che nel museo le fosse riservata una stanza, in modo che potesse stare con le opere, ogniqualvolta ne avrebbe avuto nostalgia. E così, fino alla sua morte, ogni anno per qualche giorno il FAI apriva le porte della villa alla collezionista affinché potesse dormire insieme alle sue opere d’arte.

Villa Panza

Proseguendo il nostro tour delle ville, una domenica ci siamo recati a Varese e nelle zone limitrofe per visitare Villa Panza e Villa Della Porta Bozzolo (nel prossimo paragrafo).

Villa Panza ci ha piacevolmente colpiti per l’arredamento moderno e soprattutto per la sua collezione d’arte contemporanea e ambientale (realizzata da Dan Flamin). Questa collezione permanente offre un’inaspettata esperienza sensoriale, giocando con i colori, con le ombre e con i contrasti, e rappresenta il punto forte della villa per cui vale davvero la pena visitarla.

Sin dall’inizio della visita, si rimane abbagliati dal tripudio di colori e dagli effetti luminosi: noi ci siamo divertiti ad andare alla scoperta delle opere d’arte della villa e dei loro effetti ottici e ci siamo totalmente immersi in questa esperienza che ha coinvolto tutti i nostri sensi. Proprio per questi aspetti giocosi ed esperienziali la visita è adatta a tutti, anche ai più piccoli, tanto che il FAI organizza apposite visite ed eventi completamente dedicati ai bambini.

Cone of Water di Meg Webster Villa Panza Varese
Cone of Water di Meg Webster

Un aneddoto su Villa Panza

Nel cortile d’onore si può ammirare la prima opera d’arte di Villa Panza, “Cone of Water” della scultrice americana Meg Webster. Questa opera è un cono in ferro rovesciato colmo d’acqua fino all’orlo. Si tratta di un’opera ambientale, pensata per essere in continuo divenire. L’opera ha infatti un suo ciclo di vita, rappresentato dal ciclo delle stagioni e del tempo, integrando perfettamente l’arte con la natura circostante. La pioggia, il sole, gli eventi atmosferici e climatici modificano l’opera e la percezione che gli occhi attenti del visitatore hanno dell’opera, grazie al riflesso dell’acqua, e questo fa sì che sia sottoposta a una metamorfosi continua.

Dove pranzare

Prima di spostarci a Villa Della Porta Bozzolo, abbiamo pranzato nelle immediate adiacenze di Villa Panza, all’Osteria di Piazza Litta. Il ristorante è tipico ed essenziale, anche nel menu: pochi piatti creati con pochi ingredienti. I prezzi sono nella media e i due proprietari contribuiscono a rendere l’atmosfera informale e distesa, intrattenendo i clienti con la loro simpatia e ospitalità e rendendo la permanenza ancora più piacevole.

Villa Della Porta Bozzolo

Nel pomeriggio ci siamo spostati a Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno, nel varesotto. Tra le quattro ville, è la più maestosa ma anche quella più tradizionale e meno “originale”.

L’interno della villa è esattamente come ce lo aspettavamo: una dimora storica con prestigiosi affreschi, ricchi lampadari e dallo stile rococò. Ciò che invece ci ha lasciato a bocca aperta è l’immenso giardino all’italiana che circonda la villa (e che ci ha ricordato molto Palazzo Borromeo sull’Isola Bella sul Lago Maggiore) e il panorama di cui dispone sulle montagne della Valcuvia.

Giardino all'italiana Villa Della Porta Bozzolo Varese
Il giardino all’italiana

Il giardino è diviso in due parti. La parte principale è caratterizzata da terrazzamenti e scalinate che terminano nel cosiddetto “teatro“, un’ampio prato verde in lieve pendenza contornato da fiori e cipressi. Inoltrandosi poi nel vialetto alberato, si può anche accedere al belvedere, vale a dire la collina che sovrasta la villa. La parte secondaria, detta “il giardino segreto“, è rappresentata invece da un viale alberato più intimo e nascosto, alla fine del quale si può osservare un affresco che raffigura Apollo e le Muse.

Giardino segreto Villa Della Porta Bozzolo Varese
Il giardino segreto

Un aneddoto su Villa Della Porta Bozzolo

Il giardino è costruito in modo non convenzionale per l’epoca (siamo nei primi anni del XVIII Secolo), quando era usanza allineare frontalmente l’asse principale ai saloni delle ville. Il giardino di Villa Bozzolo, a causa della scarsità di spazio di fronte all’edificio, è stato invece progettato in parallelo rispetto alla facciata della dimora, contravvenendo così ai canoni tradizionali.

Villa del Balbianello

Villa del Balbianello è stata l’ultima villa che abbiamo visitato e quella che più di tutte ha meritato la nostra visita e il viaggio. La villa si trova infatti vicino al lido di Lenno, a circa 45 minuti di macchina a nord di Como. E’ sicuramente la villa più bella e più elegante che abbiamo visitato, ma anche quella più ricca di opere d’arte e di cimeli all’interno, cosa che giustifica l’elevato prezzo del biglietto di ingresso (20 euro a testa). L’ingresso per i soci FAI è invece gratuito, l’unico compenso di pochi euro è per la visita guidata che è obbligatoria.

L’ultimo proprietario di Villa del Balbianello, prima che venisse donata al FAI, è stato Guido Monzino, figlio dei Monzino dei supermercati Standa, nonché noto collezionista e soprattutto esploratore. Questa villa è una vera e propria casa-museo in cui si respira la vita del suo proprietario attraverso tutti gli oggetti che ha lasciato in eredità al FAI. Nel corso della sua vita ha partecipato nonché organizzato personalmente molte spedizioni in tutto il mondo (21 in totale) e molte opere contenute nella villa riguardano proprio i suoi viaggi, tra i più famosi la scalata dell’Everest e la conquista del Polo Nord. I cimeli più preziosi sono sicuramente il corno del narvalo, la pelle dell’orso e la slitta con cui ha raggiunto il Polo Nord.

Un aneddoto su Villa del Balbianello

Guido Monzino usava la villa soltanto come casa di villeggiatura estiva e, benché sia stata di sua proprietà per circa 14 anni (dal 1974 al 1988, anno della sua morte), ha potuto godere della villa soltanto per un anno totale, prima di morire alla giovane età di 60 anni. Per conoscere di più della vita di Guido Monzino, potete visitare il sito del FAI.

Informazioni pratiche su Villa del Balbianello

Per visitare questa villa è necessario conoscere alcune informazioni pratiche: la villa è raggiungibile soltanto via lago attraverso un battello che parte dal Lido di Lenno oppure a piedi. In questo secondo caso, è possibile parcheggiare l’auto nelle vicinanze e continuare a piedi, camminando per 25 minuti circa, percorrendo una stradina immersa nel bosco, a volte in lieve pendenza. Inoltre, il luogo rimane chiuso nei mesi invernali, riaprendo circa a metà marzo.

Per qualsiasi altra informazione o curiosità potete lasciarci le vostre domande nei commenti e se andate a visitare queste ville fateci sapere le vostre impressioni e opinioni.

Buona visita!

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