Westworld

Qualche giorno fa, ho finalmente iniziato la terza stagione di Westworld e il pensiero dopo appena la prima puntata è stato sempre lo stesso:

Questa è la migliore serie mai vista

Sì, so che potrebbe sembrare esagerato affermare una cosa del genere, ma ho le mie valide ragioni per cui considero Westworld la serie per antonomasia del panorama seriale e i miei 7 mesi, 24 giorni e 20 ore di serie tv sono qui a dimostrarvelo.

(Se volete qui trovate il mio profilo Tv Time dove possiamo scambiarci idee e opinioni).

Westworld fin dal primo episodio ti lascia con quella necessità di capire, con quel desiderio di vedere una nuova puntata immediatamente. Tutto ciò però non basta per comprendere il valore intrinseco di questa opera. Essa ti inganna con la sua trama labirintica e un impianto narrativo che sfida lo spettatore a districarsi nelle sue varie storyline.

Per questi motivi ho deciso di sviscerarne tutti i dettagli e spero di convincere anche voi della bontà della mia affermazione.

La trama

Partiamo subito forte con la trama labirintica di Westworld. Come (spero) tutti sappiano, una delle caratteristiche principali di questa opera è l‘intricata trama che la contraddistingue. Sin dall’inizio della serie, ci troviamo davanti a episodi che non sembrano interconnessi. Tuttavia, con il passare del tempo, si viene a scoprire che tutto era legato, ma non nel modo in cui potevamo immaginarlo…

La storia si basa sul film omonimo creato da Michael Crichton nel 1973 (ideatore anche di quel capolavoro di nome Jurassic Park). Westworld racconta la storia di un futuro dispotico, dove gli esseri umani sono stati in grado di creare parchi tematici popolati da androidi dalle sembianze identiche a quelle umane. La situazione, tuttavia, inizia a degenerare quando questi ultimi cominciano a rivoltarsi contro i propri creatori dopo aver ottenuto una propria coscienza. A guidare la rivolta troviamo l’enigmatica Dolores, primo automa sviluppato da Robert Ford e il suo collega Arnold Weber.

Oltre l’apparente semplicità della trama principale, si intrecciano le storie di vari personaggi cardine, come quella dell’androide Maeve o quella dell’ “Uomo in Nero“, personaggio enigmatico e convinto (a ragione) che dietro al parco ci sia molto più di quello che viene mostrato.

Westworld è una serie sci-fi complicata e caratterizzata da una profonda analisi psico-filosofica sugli esseri umani. Essa richiede un’estrema attenzione cognitiva, ma vi ripagherà trasportandovi in un mondo futuristico surreale che metterà in discussione molte delle vostre certezze.

P.S. Se volete spoilerarvi l’intero arco temporale di Westworld, ecco a voi il meticoloso lavoro fatto dagli amici di IGN Italia!

Perché guardare Westworld: i personaggi

Ora passiamo alla crème de la crème di questo mondo cibernetico: i protagonisti!

Tra tutte le serie che ho visto, Westworld è una di quelle che è riuscita non solo a presentarsi con un grandissimo numero di attori pluripremiati, tra cui spiccano sicuramente Anthony Hopkins (stagione 1), Ed Harris e la splendida Thandie Newton, ma anche a regalarci una magnifica interpretazione da parte di tutti. Nel bene e nel male, tutti i personaggi ti rimangono impressi nel cuore e faticano a essere dimenticati.

La prima stagione è certamente focalizzata sulla figura enigmatica di Robert Ford/Hopkins, il quale riesce a essere odiato e amato al tempo stesso alla fine di ogni puntata. Proprio come la serie stessa, non è mai chiaro quali siano le vere intenzioni di Ford fino alla conclusione della stagione.

Hopkins, come sempre, si è dimostrato una vera leggenda nel rappresentare i suoi personaggi e la sua interpretazione vale da sola la visione della prima stagione di Westworld.

Alla figura di Ford, si aggiungono quella di Maeve/Newton e di Dolores/Wood, impeccabili nei loro personaggi e nel rappresentare il dolore e la rabbia provata da entrambe nel corso delle stagioni.

Infine, grande merito va dato anche a William/Uomo in nero/Harris, per la sua interpretazione da villain e, soprattutto, a Jeffrey Wright nei panni Bernard Lowe (quest’ultimo forse il migliore tra i vari attori sopra citati). Wright, infatti, riesce a creare un’empatia unica che ti trasporta completamente nel suo modo di pensare e nelle sue vicissitudini.

Perché guardare Westworld: le menti ideatrici

Oltre a un plotone di grandissimi attori, Westworld ha avuto la fortuna di essere stata ideata e prodotta da alcune delle più grandi menti cinematografiche e letterarie degli ultimi 20 anni.

Pur partendo da solide basi (l’ideatore di Jurassic Park non poteva deluderci), per dare lo slancio definito alla serie era necessario raccogliere delle menti visionarie in grado di incollare allo schermo tutti i fans. Chi poteva farlo meglio di J. Nolan in compagnia di Lisa Joy e di un produttore come J.J. Abrams?!

Stiamo parlando di menti che ci hanno regalato perle come Memento, Person of Interest, The Prestige, Lost, Fringe e così via!

L’unione di questi tre grandissimi personaggi ha permesso la creazione di un prodotto quasi perfetto e che ti lascia con il fiato sospeso per la durata di tutte le puntate. Plot twist, salti temporali, dialoghi assurdi sono solo alcuni degli elementi cardine di questa serie e che la pongono nell’olimpo del mondo seriale.

In qualche modo, Westworld riesce a posizionarsi perfettamente tra due pietre miliari del mondo seriale, vale a dire Lost e Games of Thrones. Da entrambe è riuscita a prendere alcuni aspetti positivi (come la tematica filosofica da Lost e la magnifica sceneggiatura di GoT) ed evitare quelli negativi (come la deriva religiosa di Lost o l’assenza di tematiche profonde di GoT).

Perché guardare Westworld: grafica e fotografia

Se grande merito va dato ad attori e ideatori della serie, lo stesso va fatto alla grafica e fotografia.

Westworld è in grado di incollarti allo schermo già solo a partire dalla sigla iniziale. Una sigla unica e misteriosa che non smetterete mai di riguardare e che, in qualche modo, anticipa già gli elementi caratterizzanti la serie.

A questa si aggiungono poi tutti gli aspetti fotografici delle puntate, le quali risaltano soprattutto nella terza stagione. L’uso accurato di luci e colori freddi ti porta ad immergerti sempre più nel mondo futuristico di Westworld e risalta ancora di più le riprese e i dialoghi dei protagonisti.

Da premio Oscar.

Perché guardare Westworld: gli easter egg

La particolare trama di Westworld, caratterizzata da parchi a tema specifici, ha permesso anche di introdurre diversi easter egg che fanno riferimento ad altre splendide opere. Attraverso questo escamotage, Nolan e Joy hanno trovato un ulteriore modo per coinvolgere appieno gli spettatori più curiosi.

Tra i vari easter egg presenti nella serie, sicuramente i più noti sono:

  • Alice nel paese delle meraviglie (Dolores è UGUALE)
  • Lost
  • Bioshock (sì, ci sono anche riferimenti a videogiochi)
  • Le opere di Crichton (da Jurassic Park, allo stesso film Il mondo dei robot, un omaggio più che corretto per l’ideatore di questi capolavori)
  • La musica (prestate bene attenzione ai jingle dei pianoforti e avrete delle belle sorprese!)
  • Games of Thrones (il più fresco e quello che dovrete aspettare di più per vederlo)

Voi ne avete trovati altri? fatemelo sapere nei commenti!

Perché guardare Westworld: la tematica

Ecco a voi il cuore pulsante per cui Westworld è sicuramente la migliore serie ideata fino ad ora. Se già l’interpretazione degli attori e la qualità grafica non vi hanno convinto che questa è la migliore serie tv mai ideata, la tematica che le fa da sfondo sicuramente vi convincerà di ciò.

Westworld è una serie che richiede un certo impegno cognitivo dato che tratta temi estremamente complessi e raffinati. Al suo interno, infatti, non troviamo solo il tema già trito e ritrito dello scontro tra robot ed essere umano (a quello ci hanno già pensato film come Matrix, Io robot, ecc.), ma un’analisi molto più approfondita sull’essere umano e su tematiche filosofiche ben più profonde.

In qualche modo, la serie si avvicina molto a Blade Runner, andando a sviscerare gli elementi che ci rendono umani e ci differenziano da tutti gli altri esseri. Inoltre, paradossalmente sembra presentare una sorta di Matrix inverso, dove sono gli uomini i veri tiranni e le macchine quelle da liberare. Tale elemento va, tuttavia, scemando con il passare delle stagioni e, arrivati alla terza stagione, risulta molto difficile comprendere chi sia la vittima e chi il carnefice della storia. La realtà, infatti, mostra come la bilancia del controllo cambi continuamente. E non aggiungo altro perché rischierei di spoilerarvi alcuni dettagli.

A ciò si aggiungono almeno due temi filosofici che spingono gli spettatori a una profonda analisi introspettiva. Alcuni esempi sono:

  • Determinismo: forse il tema filosofico principale. Fin dall’inizio ci troviamo davanti a una realtà dove il libero arbitrio sembra essere solo un’apparente libertà. Il tema diventa ancora più centrale nella terza stagione dove l’assenza di libero arbitrio si estende al genere umano nel mondo reale (e con ciò mi fermo per non rischiare anticipazioni).
  • Coscienza e memoria: altro elemento cardine di Westworld. Cosa rende un essere umano tale se non la coscienza di sé? E come si prende coscienza di sé se non attraverso la memoria? Quindi se un androide prende coscienza di sé può essere definito umano? a tutti questi interrogativi prova a rispondere questo capolavoro seriale fin dal day one e tutt’ora analizza questo percorso filosofico nella sua interezza. Per un’analisi più approfondita provate a vedere questo articolo di gazzetta filosofica.

Punto extra: l’evoluzione di Westworld

Ultimo elemento da prendere in considerazione è sicuramente la capacità degli showrunner di essere riusciti ad adattare la propria serie agli interessi del pubblico. Poche serie hanno avuto l’intuito di adattare le proprie creazioni a ciò che veniva richiesto dal mercato e Westworld rientra tra queste. A differenza di una serie come Lost, che dalla prima all’ultima stagione ha mantenuto le sue caratteristiche, Westworld è riuscita a evolvere in ogni sua stagione e la differenza la si nota soprattutto con questa terza stagione.

Se le prime due stagioni, infatti, si caratterizzavano per un’ambientazione molto West e con un certo impianto narrativo decostruito ed estraniante, la terza stagione ci sta offrendo una serie più lineare, futuristica e incentrata più sull’action-thriller e meno su tematiche psico-filosofiche.

Conclusione

Per tutti questi motivi, credo che Westworld possa essere considerata una vera perla seriale che tutti i fan del mondo cinematografico dovrebbero vedere. I suoi temi, la sua narrazione e la sua qualità (fotografica e attoriale) la rendono una serie da oscar ineguagliabile.

E voi? Cosa ne pensate? Scriveteci le vostre opinioni nei commenti!

E se vi possono interessare altri articoli a tema serie tv, provate a visitare la nostra pagina dedicata al mondo seriale! Vi aspettiamo!

31 commenti
  1. Falupe
    Falupe dice:

    Mi piace la definizione “trama labrintica”; una serie alla quale devi dedicare attenzione nel seguirla. Mi sembra che abbia tutti gli ingredienti per coinvolgere il pubblico: trama, personaggi, fotografia, musica. Credo che sia arrivato il momento di passare al digitale…

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    • Domenico
      Domenico dice:

      Grazie! Sì confermo, una volta che l’hai iniziata sarà difficile stancarsi di vederla. Se avrai l’occasione di iniziarla fammi sapere cosa ne pensi.

      Rispondi
  2. Roberto
    Roberto dice:

    Oltre che raffinata, per l’impegno cognitivo a cui sottopone lo spettatore, questa serie sembra davvero essere avvincente, per il modo di proporre lo scontro fra uomo e macchina più intrigante che mai. Complimenti per il tema scelto, invoglia ad intraprendere un’interessante esperienza cinematografica e a sfidare le proprie capacità di critica.

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  3. Chiara
    Chiara dice:

    Sì Questo potrebbe essere sicuramente una serie che mi potrebbe piacere. Magari in questi giorni la inizio e chissà che mi appassiono anche io

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  4. M.Claudia
    M.Claudia dice:

    Il mondo dei robot del 73 é un classico della fantascienza, non sapevo che ne avevano tratto una serie tv. La guarderò sicuramente, grazie per avermela fatta conoscere.

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  5. sheila
    sheila dice:

    mia figlia è una seriesaddict devo chiederle se l’ha mai sentita nominare perché per me è la prima volta in assoluto

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  6. L'Emilia dei bambini
    L'Emilia dei bambini dice:

    Ho amato moltissimo, anche se la trovo molto inquietante, questa serie, ma l’ultima stagione non mi sta convincendo, sono sincera. Avrei preferito che finisse con l’uktimascena della seconda serie! Spero che le prossime puntate siano migliori

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    • Domenico
      Domenico dice:

      L’ultima stagione sembra abbiano cambiato un po’ di cose (l’ultima puntata non mi ha convinto nemmeno a me), ma sono sicuro che ci aspettano grandi sorprese! HBO alla fine non sbaglia mai.

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  7. veronica nicky tacco12
    veronica nicky tacco12 dice:

    Allora, premetto che di serie tv non ne vedo più da una vita… ma proprio approfittando di questigiorni di reclusione invece stavo pensando a qualcosa di diverso. Questo genere di Westworld mi piace, ha una bella trama non banale

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  8. Isabella
    Isabella dice:

    Sul mio scaffale dei DVD fa bella mostra di se una copia di Westworld del 73 ( o Il mondo dei robot se si preferisce il titolo in italiano) Qundo nel 2016 é uscita la prima stagione stavo un pò sulle spine (onestamente pensavo ecco che mi distruggono un altro classicao) invece sono rimasta piacevolmente sorpresa.

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  9. Giusy Loporcaro
    Giusy Loporcaro dice:

    Ti confesso che non ne avevo mai sentito parlare prima ma è pur vero che mi sono avvicinata alle serie tv solo dopo la quarantena per cui prendo nota del tuo consiglio e metto in lista dei programmi da guardare prossimamente!

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  10. anna
    anna dice:

    mi intrida molto questa serie tv….. mi mancano le prime du quindi in questi giorni mi devo dare da fare ma il tempo c’è tutto

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