L'Immortale

Le Idi di “Marzio” possono attendere… Come era ormai noto a tutti, il nostro caro Marco D’Amore è riuscito un’altra volta a sopravvivere alla morte. Un gioco del destino o una maledizione “senza perdono” che sembra avere colpito L’Immortale, condannato a vivere e attraversare un percorso di redenzione senza fine.

In meno di due settimane, L’Immortale è diventato il secondo migliore incasso italiano della stagione andando a sottolineare ancora una volta il grande successo del franchising targato “Gomorra”.

Un successo dovuto anche alla maestrale bravura di Marco D’Amore che, nei panni di attore e regista di questa opera cinematografica, è riuscito a personalizzare e adattare la serie al mondo del cinema.

Andiamo però a sviscerare nel dettaglio ciò che rende L’Immortale uno dei migliori film di questo 2019.

Trama: Caduta e Ritorno de l’Immortale

L’Immortale ricomincia da dove tutto sembra finire. Ciro sembra aver raggiunto la sua fine tra le mani del suo fratello Genny, ma non è come sembra. L’Immortale infatti è riuscito ancora una volta a salvarsi e la vita gli offre una nuova opportunità lontano dalla sua Napoli… più precisamente a Riga, in Lettonia.

Lungo tutto il film, veniamo a conoscenza delle origini di Ciro di Marzio: un bambino che fin dalla sua infanzia si trova a dover affrontare le difficoltà della vita. L’Immortale è un orfano, miracolosamente salvato in fasce, che si trova costretto ad adattarsi e iniziare la sua vita da piccolo criminale insieme ai suoi fratelli e, soprattutto, a Bruno (una sorta di padre adottivo che ritroveremo anche nel presente).

Proprio quest’ultimo sarà, per l’Immortale, una sorta di mentore che formerà in tutto e per tutto il nostro freddo e temerario Ciro. Caratteristica di tutto il film e dello stesso personaggio di Di Marzio è la frase:

“Nella vita non devi avere paura di niente, nemmeno di morire…”

Bruno

In qualche modo, ciò che appare in ogni fase della pellicola dell’Immortale è la continua caduta e rinascita di Ciro. Le sue speranze e la sua gioia scompaiono e si spengono ad ogni tradimento, lutto e morte a cui è letalmente collegato. Prima sua madre, poi il tradimento di Bruno, la morte di Stella (piccolo spoiler) e, più recentemente, la scomparsa di sua figlia e sua moglie hanno reso l’Immortale quello che abbiamo imparato ad amare: un uomo scaltro e privo di compassione, ma in un perenne stato di conflitto interiore e di sofferenza.

Ciro Di Marzio - L'immortale
Fonte: BlogdiCultura

Con il passare delle scene, quindi, veniamo a conoscenza del passato burrascoso di Di Marzio, il quale lo porterà a perdere tutti coloro che ama e, infine, a Secondigliano tra le braccia di Don Pietro Savastano.

Nel presente, invece, l’Immortale si trova invischiato in una faida continua tra mafia russa e lettone. Il Ciro che ritroviamo ha qualcosa di diverso: è una persona vuota e sofferente che sopravvive più che vivere questa sua seconda chance che gli ha offerto il destino. Un Ciro estremamente silenzioso, ma il suo silenzio parla più di mille parole… Spietato ma al tempo stesso tormentato. Ecco chi è L’immortale!

Da questa situazione, Di Marzio troverà anche una sorta di terza famiglia, ma da cui cercherà sempre di mantenere un certo distacco per non avvelenarla con la propria maledizione. Un gruppo di persone che, inizialmente terrorizzati dall’Immortale, con il tempo si trova ad amarlo e a reputarlo uno della “famiglia”.

Non spoilererò il resto della trama perché il film è assolutamente da vedere. Voglio anticipare solo un piccolo dettaglio: Ciro, riuscirà ovviamente a svoltare la situazione a suo favore, ma non senza dover affrontare l’ennesimo tradimento…

Nel frattempo, godetevi il trailer a questo link!

Passiamo ora ad una breve analisi del film.

L’Immortale e l’ambientazione

L’uso di colori e luci fredde, tipiche di un’ambientazione come quella lettone, risultano perfette a rappresentare l’anima di Ciro. Nel gelo di Riga ritroviamo il tormento dell’Immortale: un uomo solo che ha perso tutto ciò che poteva perdere e ora si ritrova a dover sopravvivere in una terra che non è la sua.

Quasi perfetta l’interpretazione di Marco D’Amore che, con i suoi lunghi silenzi, riesce facilmente a farci immedesimare nel suo personaggio e nel suo stato d’animo. Stesso discorso va fatto per il giovane Giuseppe Aiello, sublime nella sua interpretazione e in grado di farci amare la spavalderia e il sorriso del piccolo Ciro.

Montaggio

I continui flashback e salti tra presente e passato rendono il film decisamente piacevole e dinamico. L’utilizzo dei primi piani in varie scene permette ancora di più di apprezzarne l’intensità, soprattutto per quanto riguarda i dialoghi tra le persone. Il coinvolgimento è assicurato.

Ottima la scelta di dare una continuità per quanto riguarda la colonna sonora, con il gruppo dei Mokadelic. Tale decisione ci permette di apprezzare il film, mantenendo una liaison fondamentale con Gomorra – La serie.

Giudizio Finale

L’Immortale risulta essere un film assolutamente godibile e in grado di tenere le persone incollate allo schermo. L’interpretazione di Marco D’Amore è sublime e in grado di farci soffrire le stesse pene che lui stesso, nei panni di Ciro Di Marzio, vive. Decisamente apprezzabile è anche la trama del film, la quale ci permette al tempo stesso di scoprire maggiori dettagli sul passato dell’Immortale e di anticiparci qualche dettaglio sul futuro della serie televisiva (la scena finale vi lascerà a bocca aperta… preparatevi!).

Ora non ci resta che aspettare il 2021 per vedere cosa ci aspetterà in Gomorra – La serie. Alla fine sapevamo tutti che l’Immortale non poteva lasciarci così!

Correte a prenotare i vostri biglietti su Webtic! E preparatevi! Il prossimo articolo sarà su Star Wars! Che la forza sia con voi!

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