Diciamolo subito: Good Omens è un capolavoro!

Presentata come una delle nuove serie tv evento del 2019 e serie cardine del catalogo Amazon, Good Omens è riuscita a rispondere alle aspettative e conquistarci con la sua comicità molto british, una trama leggermente sconclusionata e un’ottima interpretazione da parte degli attori protagonisti. Un tocco di originalità che dona sicuramente nuova linfa al panorama seriale attuale, soprattutto per quanto riguarda il mondo delle commedie. E se anche non dovesse esserci un rinnovo della serie (l’autore Neil Gaiman ha già anticipato che non ci sarà una seconda stagione), siamo sicuri che Good Omens entrerà nella Watch List di ogni serial addicted che si rispetti.

Tratto dall’omonimo libro (fatemi aggiungere in maniera eccezionale), Good Omens racconta in breve le disavventure dell’angelo Azraphel e il demone Crowley nel tentativo di fermare l’imminente apocalisse decantata nei testi biblici. Da questa eccentrica alleanza tra il bene e il male parte il viaggio che porterà i nostri protagonisti ad affrontare mille peripezie nel tentativo di rintracciare l’anticristo e fermare l’Armageddon.

Un semplice presupposto che dà il via a sei esilaranti puntate in cui andremo a scoprire non solo se i nostri protagonisti riusciranno a fermare la fine dei tempi, ma anche come Azraphel e Crowley, destinati sin dall’inizio dei tempi ad essere acerrimi rivali, sono riusciti nel corso dei millenni a costruire una forte amicizia e, udite udite, a provare una sorta di amore verso il genere umano.

Ma quali sono quindi i motivi per cui dovreste guardare queste serie? Analizziamoli insieme!

1) I protagonisti

Partiamo subito in quinta con l’aspetto che più di tutti ha permesso la riuscita della serie: la scelta dei protagonisti.

Pur annoverando molti attori di rilievo nel cast [tra cui spiccano sicuramente Jon Hamm (ex mad men) e un particolare “dottore” nei panni di satana (vi invito a scoprire chi è)], il premio come “migliori attori” spetta sicuramente ai due protagonisti principali: David Tennant e Michael Seen.

Una coppia che potremmo definire irresistibile e che sembra cucita su misura come un abito sartoriale! Sin dalle prime scene, questo particolare duo riesce a conquistare i cuori di ogni spettatore andando a intrecciare l’incredibile dolce ingenuità di Seen con la geniale spocchia demoniaca di Tennant. Assolutamente magnifici!

Piccolo appunto: fatemi elogiare nello specifico David che è riuscito in qualcosa che personalmente non avrei mai potuto considerare possibile: non farci rimpiangere l’interpretazione di Crowley da parte di Mark Sheppard in Supernatural. Chapeau!

2) La trama scanzonata

Pur partendo da una premessa semplice, è innegabile affermare che il filo narrativo di Good Omens può risultare a molti “disturbante”.

Alla trama principale, infatti, si vanno a intrecciare diverse altre sotto-trame narrative e flashback che in qualche modo possono confondere lo spettatore. Eppure, è proprio questo ritmo frenetico che rende sublime l’intero arco narrativo, dando la possibilità agli utenti di apprezzare ogni singola scena nella sua interezza e comicità!

Ulteriore aspetto di rilievo è la capacità finale di andare a sciogliere la matassa in un finale chiaro e semplice dove tutto si ritrova al punto giusto creando un delizioso mix tra equilibrio e follia (Sorry Vasco!).

3) Il British Humor

Il 2019 ha segnato la rivalsa della comicità britannica, dandoci due capolavori come Good Omens e After Life.

Good Omens, nello specifico, riesce a farci ridere, sì, ma in maniera consapevole e mai del tutto fine a sé stessa. Una comicità studiata, che ribalta e storpia ogni elemento considerato normale (i dinosauri come scherzo divino, le istituzioni divine “burocratizzate”, ecc.) e andando a farcire il tutto con l’ironia e il sarcasmo dei protagonisti. Adorabile!

4) La relatività del bene e del male

Seppur caratterizzato da un’ottima comicità, Good Omens non manca di un messaggio profondo ed estremamente attuale:

non esistono il bene e il male assoluto, ma solamente una magnifica relatività di entrambe.

Il tema della relatività ritorna spesso durante le sei puntate attraverso piccoli sketch che a prima vista risultano comparsate, ma che al termine della stagione si palesano in maniera evidente!

Alla fine, cosa c’è di male a godersi una prelibata e peccaminosa porzione di sushi?

5) Il trionfo dell’amicizia

Good Omens è un inno all’amicizia, quella vera, fatta di momenti di gioia, ma anche di scontri!

Un tema, quello dell’amicizia, che risalta in maniera eccezionale nel rapporto tra Crowley e Azraphel, destinati, secondo il piano divino, a scontrarsi per l’eternità, ma che inevitabilmente finiscono per influenzarsi e migliorarsi a vicenda.

Un’amicizia vera, senza filtri, che porterà i nostri due protagonisti a cementare in maniera ancora più forte il loro rapporto, andando contro ogni possibile scelta del destino!

6) Douglas Mackinnon

Ha diretto già un capolavoro come Sherlock e solo per questo merita di essere visto!

Insomma, Good Omens, a parer nostro, ha vinto la sfida lanciatagli andando a colmare quel vuoto che le serie comedy presentavano da tempo!

Fateci sapere la vostra opinione nei commenti!

2 commenti
  1. M.Claudia
    M.Claudia dice:

    Ho guardato tutta la prima stagione su Amazon, sai quando uscirà la seconda? Mi é piaciuta molto la prima stagione, un telefilm che intrattiene senza cadere nel banale, spero che la seconda stagione rimanga all’altezza

    Rispondi

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