Fuerteventura è un’isola paradisiaca a sole 4 ore di aereo da Milano. La varietà di paesaggi che potrete trovare in questo luogo vi lascerà a bocca aperta e non smetterà mai di stupirvi. In questo articolo vi sveliamo cosa vedere a Fuerteventura in 7 giorni e quali sono le spiagge e i luoghi assolutamente da non perdere.

Spiagge da sogno, sabbia bianca, acqua trasparente e turchese: questi sono i principali ingredienti di una vacanza sull’isola, insieme al vento che non vi abbandonerà mai, nemmeno per un secondo. Ma possiamo assicurarvi che ci farete presto l’abitudine e, a parte in alcune zone, ci si può facilmente convivere.

Vi abbiamo già parlato di Fuerteventura in un altro articolo (Fuerteventura: cosa sapere prima di partire), dove vi abbiamo fornito le principali informazioni per organizzare una vacanza sull’isola: quando andare, dove soggiornare, come spostarsi e cosa mettere in valigia. Qui invece vi suggeriamo cosa vedere a Fuerteventura, attraverso un itinerario che abbiamo preparato e seguito per una vacanza di una settimana a metà ottobre.

Potete adattare il nostro programma di viaggio in base ai vostri interessi e in base al periodo in cui visiterete l’isola. Buon viaggio!

Giorno 1 – Cosa vedere a Fuerteventura: Corralejo

Le dune delle Grandes Playas di Corralejo

Abbiamo deciso di iniziare il tour dell’isola da una delle sue principali attrazioni. Stiamo parlando delle Grandes Playas di Corralejo che fanno parte del più grande parco naturale e che sono una delle spiagge più famose e incontaminate di Fuerteventura.

Grandes Playas Corralejo Fuerteventura

Si tratta di una spiaggia molto estesa (lunga quasi 3,5 km e larga circa 60 metri) e parecchio ventilata, cosa che la rende particolarmente attraente agli occhi dei surfisti. Siccome il vento può essere davvero fastidioso, i local hanno costruito lungo la spiaggia i cosiddetti corralitos (che ritroverete in molte altre zone), ovvero dei ripari circolari di pietre. In questo modo è possibile rifugiarsi al loro interno per prendere il sole in tutta tranquillità riparandosi dal vento.

Corralitos Grandes Playas Corralejo Fuerteventura
I corralitos

Il primo approccio con questa spiaggia è indimenticabile. Sin dal tragitto in auto si scorgono le immense dune di sabbia bianchissima che si estendono fino al mare perdendosi nelle acque turchesi da cui emergono, in fondo, l’isolotto di Lobos e l’isola di Lanzarote. Dopo aver parcheggiato lungo la strada, si inizia a camminare sulle dune e la sensazione di libertà e di vastità che si percepisce viene intensificata dal rumore del vento e dalla sconfinatezza del paesaggio.

Sulla formazione di queste dune esistono pareri contrastanti. Per alcuni studiosi si sarebbero create grazie ai venti che spirano dal deserto del Sahara trasportando grandi quantità di sabbia bianca. Ricordiamoci, infatti, che le coste marocchine sono distanti soltanto 100 km da Fuerteventura e il paesaggio delle Grandes Playas è effettivamente molto simile a quello africano. Tuttavia, opinione più fondata, è quella per la quale le dune si sarebbero formate dall’erosione dei fondali marini composti da conchiglie.

Alle Grandes Playas non mancano le attività ricreative e di ristorazione. Ci sono alcuni chiringuito per pranzare, fare uno spuntino o bere un drink al tramonto. È anche possibile prendere parte a un’escursione in cammello o a una lezione di windsurf, fare lunghe passeggiate o, per i più pigri, affittare ombrellone e lettini per godersi appieno la vita da spiaggia.

Corralejo

Nel pomeriggio ci siamo poi diretti verso la cittadina di Corralejo, a circa 5 km dalle Grandes Playas. Corralejo è una località molto turistica, ma la zona del porto ha mantenuto la sua autenticità con le vecchie casette di pescatori e i piccoli ristoranti che offrono pesce fresco e tapas. Anche qui c’è una piccolissima spiaggetta che viene utilizzata soprattutto per realizzare suggestive sculture o giocare a beach volley.

Spiaggia di Corralejo a Fuerteventura

Dal porto di Corralejo partono ogni giorno diversi traghetti diretti all’isola di Lobos, che abbiamo visitato l’ultimo giorno della nostra vacanza. Vi consigliamo di non perdervi questa escursione perché vi lascerà senza fiato!

Giorno 2 – Cosa vedere a Fuerteventura: El Cotillo

Il Faro del Tostòn

Abbiamo voluto dedicare anche il secondo giorno di vacanza al relax e a un’escursione poco impegnativa a nord-est di Fuerteventura. Ci siamo diretti in macchina verso El Cotillo, facendo una piccola deviazione per raggiungere il faro del Tostòn.

Il faro è situato sulla punta nord-occidentale dell’isola e, insieme al faro di Punta Martiño sull’isola di Lobos e al faro de la Pechiguera a Lanzarote, rappresenta un importante segnale per le imbarcazioni che attraversano lo stretto della Bocaina tra le due isole delle Canarie.

Il Faro del Tostòn ospita al suo interno il museo della pesca tradizionale. Noi non abbiamo visitato il museo ma vale comunque la pena fare tappa qui per ammirare l’oceano e l’antistante Lanzarote. Per chi invece avesse tempo e voglia di entrare, è possibile salire sulla cima della torre di cemento bianca e rossa e ammirare il panorama da 30 metri di altezza.

Faro del Toston Fuerteventura

Attorno al faro c’è anche un sentiero guidato lungo circa 1 km che, grazie alle spiegazioni multilingua, conduce alla scoperta della geologia e della fauna dell’isola.

Playa Los Lagos

Dopo la breve tappa al faro, abbiamo proseguito verso Playa Los Lagos, una delle spiagge più interessanti nella zona di El Cotillo. Abbiamo scelto questa spiaggia, rispetto all’adiacente e più famosa Playa de la Concha (che è comunque raggiungibile in 5 minuti), in quanto, a nostro avviso, è più suggestiva e caratteristica.

Playa Los Lagos è chiamata così perché con la bassa marea si formano dei laghetti tra le scogliere. Il mare è di un turchese trasparente e piuttosto calmo e basso, mentre la spiaggia è composta da finissima sabbia bianca. È dunque l’ideale per rilassarsi e fare il bagno in un mare che non ha nulla da invidiare alle acque caraibiche.

Su questa spiaggia non ci sono lidi attrezzati (ma ritroverete i corralitos) né servizi di ristorazione ma, in meno di 5 minuti di cammino, è possibile raggiungere bar e ristoranti. Inoltre, il centro di El Cotillo dista circa 15-20 minuti a piedi da Playa Los Lagos. Noi abbiamo approfittato della pausa pranzo per visitarlo e per pranzare a La Marisma, un ristorante tipico con vista sull’oceano.

Vi consigliamo di rimanere sulla spiaggia fino al tramonto perché, alla golden hour, il paesaggio è ancora più affascinante, regalando uno spettacolo indimenticabile e tingendo la sabbia di mille sfumature dorate.

El Cotillo

El Cotillo è un incantevole paesino di pescatori molto suggestivo con casette bianche e blu e vicoli stretti. Sono numerosi i ristorantini che servono pesce fresco e piatti tradizionali affacciati sull’oceano e sulle scogliere. A differenza della cittadina di Corralejo, qui il grande turismo di massa non sembra (per fortuna!) pervenuto.

Assolutamente da percorrere è la breve passeggiata che da Calle Muelle Pescadores porta al Castillo del Tostòn. Il primo tratto del percorso ospita un museo a cielo aperto con murales coloratissimi che fanno risaltare il contrasto tra il bianco delle case e il blu del mare.

Giunti al Castillo del Tostòn ci si può gustare il panorama pazzesco sulla Playa del Castillo frequentata dai surfisti.

La cosa impressionante di Fuerteventura è l’incredibile varietà di paesaggi. Benché il territorio sia prevalentemente vulcanico e quindi arido e scuro, in pochi chilometri ci si può ritrovare davanti a uno scenario completamente differente. In questa zona sembra, infatti, di essere stati catapultati sulle lunghe spiagge bianche australiane.

Giorno 3 – Cosa vedere a Fuerteventura: Playa Sotavento

Playa Sotavento è una tappa imperdibile della permanenza sull’isola e un posto unico al mondo. Per noi è stato il luogo più affascinante di Fuerteventura dove abbiamo davvero percepito l’immensità e la potenza della natura selvaggia.

Alta marea Playa Sotavento Fuerteventura

In realtà, Playa Sotavento è un insieme di spiagge davvero spettacolari che si estendono lungo la costa orientale della penisola di Jandía per circa 9 km. È un vero paradiso per chi ama nuotare, prendere il sole, fare windsurf e fare lunghe passeggiate. Le acque turchesi dell’Atlantico producono un effetto di contrasto con la finissima sabbia bianca e i toni caldi delle montagne alle spalle.

Il luogo più adatto per godere di questa bellezza naturale è il Mirador del Salmo, facilmente raggiungibile in auto imboccando l’uscita Malnombre. Da questo punto panoramico si ha una vista incredibile su Playa de la Barca, la spiaggia più famosa e suggestiva di Sotavento.

La particolarità di questa spiaggia, che attrae i turisti (e i surfisti) di tutto il mondo, sta nella sua peculiare conformazione dovuta al moto delle maree. Con la bassa marea (al mattino) la spiaggia è larga quasi 200 metri, mentre con l’alta marea (nel pomeriggio) si crea una laguna interna che rimane separata dall’oceano da una lingua di terra.

Vi consigliamo di fare una passeggiata fino in fondo alla spiaggia, fino al punto di ingresso dell’acqua oceanica che va a formare questa incredibile piscina naturale. In questo punto della laguna, dove le acque sono leggermente più alte rispetto alla parte centrale (dove invece non superano i 30 cm), potrete fare il bagno in compagnia della fauna locale: branchi di pesciolini e diverse varietà di uccelli popolano, infatti, queste acque.

L’unica pecca di questa spiaggia è il vento che in questo punto soffia davvero forte tanto da sollevare la sabbia e posarla ovunque. Il suggerimento è quello di non stendere i teli a riva ma di posizionarli contro le montagne, che è il punto più riparato. C’è anche uno stabilimento in cui è possibile affittare lettini e ombrelloni, nonché mangiare qualcosa o prendere lezioni di surf.

Chiringuito a Playa Sotavento a Fuerteventura

Giorno 4 – Cosa vedere a Fuerteventura: Betancuria

Per il quarto giorno, abbiamo attraversato da est a ovest l’isola, passando per l’entroterra e percorrendo alcune delle strade più suggestive di Fuerteventura.

Aguas Verdes

La prima tappa di questa giornata è stata Aguas Verdes, a Betancuria, che sono delle piscine che si formano tra le rocce grazie alle onde e al moto delle maree. Sono sicuramente scenografiche ma inadatte per fare il bagno.

Piscine Aguas Verdes Fuerteventura

Per arrivarci bisogna percorrere una stretta strada sterrata che sbocca in un villaggetto totalmente isolato e lontano da qualsiasi traccia umana. È il posto adatto per trascorrere qualche ora di relax in solitudine con la sola compagnia della natura e magari di un buon libro.

Betancuria

Prima di raggiungere Betancuria percorrendo la FV-30, che è una delle strade più scenografiche dell’isola, bisogna assolutamente sostare nei vari punti panoramici. Il primo che si incontra è il Mirador Corrales de Guize dove poter ammirare le statue di Ayose e Guize, due degli antichi re di Fuerteventura. Da qui si ha una prima vista su Betancuria.

Statue di Guize e Ayose al Mirador Corrales de Guize a Betancuria a Fuerteventura
Le statue di Ayose e Guize

Dopo pochi chilometri si raggiunge l’antica capitale delle Isole Canarie, fondata nel 1405 da Jean de Béthencourt (da cui deriva il nome) e rimasta capoluogo di Fuerteventura fino al 1834.

Betancuria a Fuerteventura storica capitale delle Isole Canarie

Questa cittadina ricca di lussureggiante vegetazione ospita la Chiesa di Santa Maria di Betancuria che rappresenta la sua principale attrazione, insieme alle casette bianche, le strade curate e fiorite e gli autoctoni che vendono i prodotti locali in abiti tradizionali.

Al di là di questi elementi caratteristici, Betancuria è anche un paesino molto turistico, in cui poter trovare vari ristoranti e negozi che vendono souvenir. Tuttavia, vale la pena di perdervi tra le stradine del suo centro pittoresco e andare alla scoperta di questa città ricca di storia.

Vega de Rio Palmas

Lasciata Betancuria e procedendo verso sud lungo la FV-30, si incontrerà Vega de Rio Palmas, una zona piuttosto arida se non fosse per una piccola oasi di palme che rappresenta il polmone della cittadina. Vega de Rio Palmas non è un posto particolarmente turistico, ma ha una bella chiesa, la Iglesia de Nuestra Señora de la Peña, circondata da palme e panchine su cui riposarsi ammirando il monumento e la piazzetta antistante.

Iglesia de Nuestra Señora de la Peña Vega de Rio Palmas Fuerteventura

Riprendendo la rotta, si giunge al Mirador de Las Peñitas e, subito dopo, al Mirador del Risco de las Peñas. In questi belvedere, se si è fortunati, si può fare un incontro speciale, oltre che ammirare il fantastico panorama. Dei simpaticissimi animaletti, le cosiddette ardillas, accorreranno vicino alle macchine in cerca di cibo. Attenzione però che nutrire gli scoiattolini è vietato!

Panorama dal Mirador del Risco de las Penas Fuerteventura
Mirador del Risco de las Peñas

Da qui in circa 20 minuti si raggiunge Ajuy, la nostra meta finale dove abbiamo trascorso il pomeriggio.

La spiaggia nera di Ajuy e le grotte

Ajuy è un villaggetto di pescatori con una spiaggia vulcanica di sabbia nera piuttosto piccola ma davvero particolare. Benché la spiaggia sia meritevole del viaggio, l’oceano in questo punto è davvero mosso e fare il bagno è sconsigliato a causa delle correnti molto forti. Tuttavia, pochi coraggiosi e alcuni surfisti cavalcano imperterriti le onde. Da sapere che questa spiaggia non è attrezzata ma è molto comoda da raggiungere, essendo possibile arrivarci in auto.

Tuttavia, le principali attrazioni di Ajuy sono le famose grotte, che, secondo alcune leggende, sarebbero state utilizzate dai pirati come nascondigli per i loro tesori.

Una passeggiata di circa 40 minuti lungo il Monumento Naturale di roccia conduce a un’altra spiaggetta di sabbia nera che si trova all’interno di una di queste grotte, l’unica raggiungibile a piedi. Le rocce del Monumento Naturale sono le più antiche delle Isole Canarie e, per questo motivo, la zona è stata dichiarata area protetta.

Per conoscere la seconda parte del nostro viaggio, non perdetevi il prossimo articolo su cosa vedere a Fuerteventura nei restanti 3 giorni di vacanza!

21 commenti
  1. Raffaella
    Raffaella dice:

    Itinerario interessante e foto stupende. Quando finalmente si potrà tornare a viaggiare senza pericolo, le Canarie sono una meta che non voglio proprio perdermi.

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  2. Silvia
    Silvia dice:

    Mi hai fatto sognare moltissimo con questo itinerario. Io adoro la Spagna, e anche le Canarie ! Per ora ho visto solo Lnazarote, che ho amato alla follia ! Fuerteventura mi sembra altrettanto stupenda dal tuo articolo ! Spero di poterci andare presto.

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    • Francesca
      Francesca dice:

      Grazie mille Silvia! Sì, Fuerteventura è un’isola bellissima che ti rimane dentro anche a distanza di mesi, se non forse di anni. Io voglio tornarci presto alle Canarie e magari continuerò la mia scoperta di queste isole proprio da Lanzarote.

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  3. Irene
    Irene dice:

    Il tuo post rende merito ad un’isola strepitosa! Ho sempre sentito i racconti di un’amica che ci va spesso, per andare a trovare uno zio che abita lì, e mi ha sempre affascinato!

    Rispondi
  4. Helene
    Helene dice:

    Sono stata a Fuerteventura, abbinandola a Lanzarote, a Natale di qualche anno fa. Per i miei gusti di visita ho preferito Lanzarote ma a Fuerteventura oltre ad aver dedicato meno tempo abbiamo avuto la sfortuna di trovare vento forte che, probabilmente, non ce l’ha fatta apprezzare. Devo darle una seconda possibilità.

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    • Francesca
      Francesca dice:

      Purtroppo Fuerteventura (ma credo anche Lanzarote) è molto ventosa, soprattutto in determinate zone. Io però ho trovato che il vento fosse molto sopportabile, non mi ha mai arrecato particolare fastidio, a parte nella zona di Sotavento dove alzava la sabbia da terra e faceva addirittura male. Non so in quale periodo ci sei andata, io ci sono stata la seconda metà di ottobre. Magari cambiando periodo sarai più fortunata. Ma dalle una seconda chance, vedrai che non te ne pentirai.

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  5. Sara Chandana
    Sara Chandana dice:

    Mi sembra di sentire il profumo del mare. Mi manca tanto. Trovo geniale e pratica l’idea dei corralitos. A volte basta davvero un piccolo accorgimento per fare, in totale tranquillità, quello che ci piace.

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    • Francesca
      Francesca dice:

      Sì i corralitos sono proprio una bella invenzione! Ci consentono di prendere il sole ma riparandoci dal vento che in certe zone di Fuerteventura può essere davvero fastidioso.

      Rispondi
  6. Claudia
    Claudia dice:

    Sono stata a Fuerteventura quando ero giovane, mi interessava solo stare in spiaggia e andare nei locali all’epoca. Mi piacerebbe tornare per scoprirla davvero.

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    • Francesca
      Francesca dice:

      Assolutamente! Fuerteventura è molto più di vita da spiaggia e locali. È proprio un’isola tutta da scoprire! Anche solo prendere la macchina e andare, senza una meta precisa. Ti ritrovi in luoghi davvero suggestivi.

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  7. Raffaella
    Raffaella dice:

    Le Canarie sono delle isole bellissime perché molto diverse tra loro e in grado di accontentare i gusti di tanti tipi di viaggiatori. Fuerteventura è davvero un’esplosione di colori e aggiungerei anche di sapori, considerata la bontà dei suoi piatti tipici!

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    • Francesca
      Francesca dice:

      Assolutamente sì, uscirà presto un articolo anche su cosa e dove mangiare a Fuerteventura! Io ho amato il cibo di quest’isola meravigliosa. Sogno ancora il queso majorero con mojo (formaggio di capra con una maionese piccante).

      Rispondi
  8. Annalisa
    Annalisa dice:

    Le foto e la descrizione sono uno spettacolo… l’unica cosa che io temo molto è il vento. Anche quando arriva qui da noi, me ne starei chiusa in casa tutto il giorno… me ne farò una ragione, il posto vale sicuramente

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    • Francesca
      Francesca dice:

      Anche io non amo il vento, però posso assicurarti che a Fuerteventura non mi ha dato fastidio (a parte a Sotavento ma lì era davvero molto forte). Un consiglio: metti in valigia una fascia o una bandana per le orecchie. Sarà la tua salvezza!

      Rispondi

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